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Non riesco a pensare una linea senza vederla, dice Kant. Così il disegno è un continuo tracciare linee per poterle prima vedere e poi pensare. Si dice spesso che il disegno sia il più mentale dei mezzi espressivi, perché si può ragionare attraverso di esso e anzi, è grazie al disegno che si è studiata l’astronomia e la geometria e da lì tutte le scienze. Il disegno è un modo per vedere un pensiero e rendere comprensibili principi astratti come lo spazio, il piano, il tempo, l’infinito. Ma il disegno è anche un impulso primario, il legame fra sguardo e mano, ed è la cosa più vicina che ci sia a un’impronta visibile dell’anima. Quel segno che chiunque di noi traccia sul foglio è la membrana sensibile fra il dentro e il fuori. Quel segno è una vibrazione, esattamente come il suono, compete alla fisica più che all’estetica, ed è tanto più forte quanto più siamo capaci di spogliarlo. In fondo il disegno ha a che vedere con la nudità.

- nel catalogo della mostra 141. Un secolo di disegno in Italia, a cura di Claudio Musso e Maura Pozzati, Fondazione del Monte, Bologna, edito da Corraini